La Cassazione a Sezioni Unite stabilisce che l’opposizione patrocinio tributario ex art.170 è il rimedio corretto per impugnare i provvedimenti di rigetto o revoca nel processo tributario.
La Responsabilità dei Sindaci per danni diretti nei confronti dei terzi
La sentenza del Tribunale di Milano chiarisce i limiti della responsabilità dei sindaci verso i terzi, richiedendo prova rigorosa del nesso causale e del danno diretto.
La responsabilità degli organi sociali nell’aggravamento del dissesto: falso in bilancio e prosecuzione illegittima dell’attività
Analisi della responsabilità organi sociali dissesto per falso in bilancio e prosecuzione illegittima dell’attività, con focus su criteri di danno e doveri degli amministratori.
Frode fiscale e truffa aggravata: quando applichi l’art. 640 c.p.
La Sentenza della Cassazione ha riaffermato il principio di specialità: le condotte fraudolente finalizzate all’evasione fiscale devono essere inquadrate esclusivamente nella normativa penale tributaria, salvo che producano un profitto ulteriore, autonomo e diverso dal mero vantaggio fiscale.
Indicatori per scoprire le imprese filtro nelle frodi fiscali
Lo studio UIF propone indicatori quantitativi per l’individuazione imprese filtro fiscali, soggetti intermedi usati nelle frodi complesse per nascondere i beneficiari finali.
Violenza sul coniuge: è causa di addebito?
Le modifiche all’art. 177, TUIR del d.lgs. 192/2024 di revisione all’IRES in vigore dal 1.1.2025 rendono più flessibile la creazione di holding di famiglia per partecipazioni inferiori al 50%.
Interruzione del nesso causale tra condotta datoriale ed infortunio
La Cassazione annulla l’assoluzione del datore: la condotta del lavoratore non interrompe il nesso causale se manca formazione sui rischi legati alla macchina usata.
Nullità atti su beni demaniali senza menzioni urbanistiche
La vendita di immobili su suolo demaniale senza titolo edilizio è nulla. Il principio di accessione attribuisce allo Stato la proprietà delle costruzioni abusive.
Piano Spiaggia Calabria: Tutela Concessionari Balneari 2027
Il Piano Spiaggia Calabria disciplina le concessioni balneari fino al 2027. Analisi completa su tutela concessionari, normativa europea e strategie per famiglie calabresi.
Unicità del titolo esecutivo: l’effetto sostitutivo dell’appello nel processo civile
L’appello sostituisce integralmente la decisione di primo grado: l’unicità del titolo esecutivo assicura chiarezza, limita abusi processuali e incide su precetto ed esecuzione.
Prova distrazione nell’azione di responsabilità
La sentenza del Tribunale di Milano n. 6406/2025 evidenzia la natura contrattuale dell’azione ex art. 2476 c.c., l'onere probatorio e la responsabilità ex artt. 2485-2486 c.c. nell'azione contro l'amministratore di società.
Procura in lingua straniera: non serve traduzione
Le Sezioni Unite escludono la nullità della procura alle liti redatta all’estero in lingua straniera e priva di traduzione: non è atto processuale ma prodromico
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Confisca per equivalente: riduzione con debito ristrutturato
La Cassazione: in caso di ristrutturazione del debito tributario, la confisca per equivalente va ridotta al nuovo ammontare, per rispettare proporzionalità e no doppia sanzione.
Finanziamenti soci: la postergazione resta anche dopo l’uscita
Il credito postergato del socio resta tale anche se esce dalla società.
Accertamenti fiscali su conti di terzi: la prova spetta all’Ufficio
Va provato che il conto intestato a terzi è nella effettiva disponibilità del contribuente.
SCISSIONE CON SCORPORO: OPPORTUNITA’ O TRAPPOLA FISCALE ?
L’interpretazione dell’Amministrazione finanziaria sul D.Lgs. 192/2024 crea asimmetria: civilisticamente la scissione è legittima, fiscalmente imponibile, con effetti distorsivi.
Verificare sempre la corretta procedura di notifica delle cartelle
Il frontespizio di una busta non è avviso di ricevimento della raccomandata che informa il contribuente del deposito dell’atto in casa comunale.
La valutazione della lista clienti
Nell’ambito di una procedura concorsuale può rendersi necessaria una perizia estimativa dei beni, inclusi quelli intangibili, come ad esempio la lista clienti, per l’avvio di gare competitive.
La responsabilità del Revisore nella predisposizione della documentazione ai sensi dell’ ISA 230
L’articolo analizza il principio ISA 230, che disciplina la responsabilità del revisore nella predisposizione della documentazione di revisione, evidenziandone le finalità, i contenuti essenziali, gli obblighi normativi e le conseguenze derivanti da carenze documentali.
Continuità indiretta e valutazioni di congruità dell’affitto d’azienda
L’affitto d’azienda nel concordato preventivo e nella liquidazione giudiziale tutela creditori e occupazione, ma richiede stime di congruità razionali e indipendenti.
Resto al Sud 2.0: guida critica e professionale per imprenditori e professionisti
Resto al Sud 2.0 spiegato in chiave professionale: requisiti, procedura a sportello, voucher vs contributo, conto corrente vincolato, rischi operativi e KPI per la sostenibilità a 12–36 mesi. Guida pratica per imprenditori, professionisti e banche.
Startup innovative 2025: definizione, vantaggi fiscali e novità giuridiche
Le startup innovative 2025 sono una leva fondamentale per l’economia digitale e tecnologica del nostro Paese. Regolate dal D.L. 179/2012, rappresentano una forma societaria agevolata, rivolta a imprese ad alto contenuto innovativo. Il legislatore ha previsto per queste realtà una serie di semplificazioni e vantaggi fiscali, contributivi e societari, confermati e ampliati anche per il 2025.
La nota di variazione IVA nelle procedure di concordato preventivo: la risposta n. 234/2025 dell’Agenzia delle Entrate tra consecuzione e facoltà di emissione
di Marco Cavaliere 1. Premessa sistematica Con la risposta a interpello n. 234 del 9 settembre 2025, la Divisione Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate ha fornito un articolato chiarimento in ordine all’applicabilità dell’art. 26 del D.P.R. n. 633/1972 in tema di note di variazione in diminuzione dell’imposta sul valore aggiunto nell’ambito delle procedure di concordato preventivo, con particolare riguardo ai rapporti tra il principio della consecuzione e la facoltà riconosciuta al creditore di scegliere il momento per il recupero dell’imposta non incassata. La pronuncia si inserisce nel solco del percorso di adeguamento dell’ordinamento interno alla giurisprudenza unionale e alle modifiche introdotte dal D.L. n. 73/2021 (c.d. “Sostegni-bis”), che hanno inciso profondamente sulla disciplina temporale di esercizio del diritto alla variazione in diminuzione. 2. I fatti oggetto dell’istanza La società Alfa, operante nel settore del commercio di articoli sportivi, rappresentava di vantare un credito commerciale nei confronti della società Beta, attiva nel comparto retail, la quale – a seguito di una crisi finanziaria – aveva presentato domanda di concordato preventivo nel dicembre 2020, ammessa con decreto del settembre 2021 e successivamente revocata nell’aprile 2022. In data giugno 2022, Beta proponeva una nuova istanza di concordato preventivo ai sensi dell’art. 161, comma 6, l. fall., poi trasformata in concordato in continuità aziendale, con un piano di adempimento sino al 31 dicembre 2027. Tale procedura veniva ammessa con decreto del settembre 2023 e omologata nel giugno 2024. Alla luce dell’omologa, il credito di Alfa risultava parzialmente soddisfatto con una falcidia percentuale, residuando una quota di credito definitivamente non recuperabile. Da ciò l’istanza all’Agenzia delle Entrate, volta a conoscere: 3. La soluzione prospettata dal contribuente La società istante, escludendo che tra le due procedure di concordato potesse configurarsi consecuzione temporale, riteneva applicabile la disciplina novellata dal D.L. 73/2021, ma sosteneva di poter attendere la conclusione della procedura concordataria prima di emettere la nota di credito, in quanto solo in tale momento si sarebbe consolidata la ragionevole certezza dell’incapienza del patrimonio del debitore. A suo avviso, dunque, la conclusione infruttuosa del concordato, attestata dal piano di riparto o dal decreto di omologa, avrebbe potuto costituire un autonomo presupposto per la variazione in diminuzione ai sensi dell’art. 26, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972. 4. Il ragionamento dell’Amministrazione finanziaria 4.1. Evoluzione normativa dell’art. 26 D.P.R. 633/1972 L’Agenzia ha preliminarmente ricostruito l’evoluzione dell’art. 26, ricordando come, nella formulazione previgente, l’emissione della nota di variazione per mancato pagamento dovuto a procedure concorsuali fosse subordinata alla conclamata infruttuosità della procedura. Tale impostazione era stata censurata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea (sentenza 23 novembre 2017, causa C-246/16), che ha escluso la possibilità per gli Stati membri di subordinare la riduzione della base imponibile IVA alla conclusione di una procedura concorsuale di lunga durata, in violazione del principio di neutralità dell’imposta. In recepimento di tale indirizzo, l’art. 18 del D.L. 73/2021 ha introdotto i commi 3-bis e 10-bis dell’art. 26, anticipando il dies a quo dell’emissione della nota di variazione al momento di apertura della procedura concorsuale del debitore.L’Agenzia ha richiamato, sul punto, la circolare n. 20/E del 2021, che ha interpretato la novella come strumento di semplificazione e accelerazione del recupero dell’imposta. 4.2. Il principio di consecuzione tra procedure concorsuali Con riferimento al primo quesito, la risposta n. 234/2025 ha escluso l’operatività del principio di consecuzione tra le due procedure di concordato avviate dalla società Beta, sottolineando che tale principio, disciplinato dall’art. 69-bis, comma 2, l. fall. (oggi art. 170, comma 2, CCII), presuppone la confluenza di una procedura minore in una successiva liquidazione giudiziale, non la mera successione di due concordati. La giurisprudenza di legittimità – si cita Cass. 11 giugno 2019, n. 15724 – ha chiarito che la consecuzione richiede la unicità della causa e non può desumersi dal solo dato cronologico.Nel caso di specie, essendo le due procedure autonome, l’Agenzia ha individuato il riferimento temporale nella data di avvio della seconda procedura (2022), successiva al 26 maggio 2021, con conseguente applicazione del testo novellato dell’art. 26. 4.3. La facoltà di scelta del creditore tra commi 3-bis e 2 Quanto al secondo quesito, l’Amministrazione ha ribadito che il comma 3-bis riconosce al creditore la facoltà (non l’obbligo) di emettere la nota di variazione sin dall’apertura della procedura concorsuale.Tuttavia, se il creditore ritiene più opportuno insinuarsi al passivo e attendere l’esito della procedura, egli conserva la possibilità di avvalersi del comma 2 qualora la procedura si riveli infruttuosa. Richiamando la risposta a interpello n. 485/2022, l’Agenzia ha affermato che la definitività del piano di riparto infruttuoso o la constatazione del mancato pagamento integrale del corrispettivo costituiscono un autonomo presupposto per l’emissione della nota di variazione ai sensi del comma 2.In tale ipotesi, la variazione è ammessa in quanto l’obbligazione originaria viene meno ex tunc in conseguenza dell’assetto giuridico rideterminato dal provvedimento di omologa o dall’esito negativo del riparto. 5. La conclusione dell’Agenzia delle Entrate La risposta si chiude con tre affermazioni di principio: L’Agenzia, pertanto, condivide integralmente la soluzione prospettata dall’istante. 6. Considerazioni conclusive La Risposta n. 234/2025 assume rilievo sistematico perché conferma l’esistenza di un doppio binario operativo in materia di variazioni IVA: Tale impostazione garantisce coerenza con i principi di neutralità e proporzionalità dell’imposta, consentendo al creditore di calibrare il momento del recupero dell’IVA in funzione della strategia concorsuale e della prevedibile capienza del debitore. La posizione dell’Amministrazione, inoltre, delimita rigorosamente il campo di applicazione del principio di consecuzione, la cui estensione ai rapporti tra più concordati viene negata salvo un accertamento giudiziale di unicità di causa, confermando la autonomia giuridica e temporale di ciascuna procedura. In definitiva, la pronuncia consente di affermare che, in caso di concordato preventivo infruttuoso, la nota di variazione IVA potrà essere emessa legittimamente al termine della procedura, quando il mancato pagamento risulti definitivo, costituendo tale momento l’unico idoneo a fondare il diritto alla detrazione dell’imposta ai sensi dell’art. 26, comma 2, D.P.R. n. 633/1972. Autore Marco Cavaliere
Patrocinio a spese dello Stato nel processo tributario rigetto: opposizione ex art 170
La Cassazione a Sezioni Unite stabilisce che l’opposizione patrocinio tributario ex art.170 è il rimedio corretto per impugnare i provvedimenti di rigetto o revoca nel processo tributario.
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